Arrival, alla Biennale di Venezia Amy Adams e gli alieni

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La ricordavamo biondina disnibita in Wedding Date, film di cassetta per richiamare il pubblico con attori di popolari sit-com, ritroviamo Amy Adams a Venezia, protagonista del film Arrival di Denis Villeneuve, presentato in concorso.

La trama la vede nel ruolo di una linguista,reclutata dall’esercito statunitense dopo l’arrivo sulla terra di enormi bozzoli alieni che si posizionano in ordine sparso su tutti gli emisferi del pianeta.

Ad affiancare l’attrice candidata ben 5 volte al Premio Oscar, è b Hawkeye in Avengers e protagonista dello Spin Off The Bourne Legacy, questa volta nei panni di un fisico  teorico incaricato di interpretare questi silenziosi bozzoli extraterrestri.

Da un regista come Villeneuve, che è impegnato sul set del sequel di Blade Runner, ci saremmo aspettati un film decisamente action visto il filone, ed invece si viene completamente spiazzati da un film introspettivo e pieno di domande, incentrato sul linguaggio e sulla sua importanza, tanto da arrivare in qualche occasione a sembrare statico.

Amy Adams ha dichiarato di aver apprezzato e amato molto il suo personaggio, una linguista, che ha perso la figlia in modo traumatico ed è alla ricerca delle risposte sui grandi temi della vita, trovandole proprio nel confronto con le nuove forme di vita appena giunte dallo spazio.

Ci sono alcuni richiami a pietre miliari in questo film, sicuramente a più di una persona capiterà di fare un paragone con Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, ma la visione del film è veramente nuova rispetto ai prodotti Sci Fi che si trovano in questo momento sul mercato, c’è pochissima action, il fulcro del film sono gli attori, i dialoghi, il linguaggio come forma di incontro intra ed inter specie.

Arrival sarà sugli schermi il 24 Novembre, e anche questa volta Amy Adams proverà a portare a casa la preziosa statuetta, ottenendo la sesta nomination, l’ultima è stata quella per American Hustle; magari questa volta gli alieni le porteranno fortuna.