Col film Die Hard 5 (2013) Bruce Willis fa un buco nell’ acqua

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E’ uscito al cinema in Italia il 14 Febbraio 2013 il film Die Hard 5: il nuovo capitolo della saga d’azione più famosa del cinema (ovviamente insieme ad Arma Letale), e stavolta non è una trappola di cristallo e niente 58 minuti per morire, questa volta è “Un Buongiorno Per Morire”.

L’ inossidabile poliziotto irlandese John McClane (Bruce Willis), stavolta è chiamato fuori dalla madrepatria, nella Russia fredda e ostile, per salvare il figlio Jack (Jai Courtney) da un piccolo malinteso con le forze dell’ ordine. Ovviamente il tutto diventa una carambola di inseguimenti e sparatorie che coinvolgono i due McClane.

Partiamo dall’ interpretazione: Bruce Willis, in questo quinto capitolo di Die Hard, fa il “minimo sindacale” e non spreca troppa adrenalina o troppe battutacce (forse vuole risparmiarsi per altri impegni pressanti del 2013 come il seguito di G.I. Joe o Red 2!) e offre un’interpretazione mediocre che oscilla tra la banalità e la poca voglia di fare. Insomma, Bruce Willis poteva dare di più per la saga che lo ha lanciato nel firmamento delle star del cinema d’ azione.

Jai Courtney (uno dei protagonisti della serie televisiva Spartacus) interpreta il figlio di McClane, Jack: un agente della CIA sotto copertura che viene arrestato dalla polizia russa. Il giovane Jai Courtney sta muovendo ancora i primi incerti passi nel mondo di Hollywood (questo è infatti il suo secondo lungometraggio dopo Jack Reacher) e ancora non conosce perfettamente tutte le meccaniche dei film d’azione, ma devo ammettere che il ragazzo se la cava bene, strappando il ruolo di protagonista al veterano Bruce Willis (anche se non ci voleva molto in questa specifica occasione a dirla tutta!) e ci regala un’ interpretazione senza infamia né lode, ma tutto sommato godibile.

Passando alle note davvero dolenti di questo Die Hard-Un Buongiorno per Morire, inquadriamo i villain (i cattivi di turno) del film: per tutta una buona metà del film, abbiamo Rasha Bukvic che con il suo terrorista Alik ci offre una penosa dimostrazione di poca fantasia e interpretazione schematica e senza cuore: è il classico cattivo straniero che non sopporta niente che provenga dagli USA e non si muove mai senza tonnellate di armi e decine di uomini che gli coprono il sedere, abbastanza penoso devo dire.
Poi avviene il “colpo di scena” e si mostra il vero cattivone della faccenda, interpretato da Sebastian Koch (già visto nella serie anglosassone Merlin), ma anche lui nel ruolo di Komarov rappresenta lo stereotipo più becero del cattivo cinematografico: colui che prima fa finta di essere una povera vittima per poi rivelarsi come il carnefice di tutta la faccenda, colui che vuole arricchirsi e scatenare guerre vendendo armi nucleari, cose viste e straviste a mio parere.

E dove non arriva la bravura di un attore, di solito nei film d’azione è proprio quest’ultima (cioè l’ azione appunto!) a risollevare le sorti, e in una saga con un assodato successo come Die Hard ci si aspettano per lo meno delle scene d’ azione decenti. In parte questo “Buongiorno Per Morire” non ci delude, offrendoci una buona dose di inseguimenti e sparatorie, ma assolutamente non all’altezza dei primi quattro capitoli della saga. Insomma, più che un nuovo capitolo di Die Hard, questo film sembra un “popcorn movie” che una volta visto su un divano con birra e pizza è facilmente dimenticabile.

La colpa non è però del regsta John Moore, che purtroppo non riesce ad identificarsi con un genere specifico di cinema. John Moore ha infatti diretto “Behind Enemy Lines” che tratta la guerra, “Il Volo della Fenice” che era un film d’avventura, “Omen” che era un remake del famoso horror degli anni ’70, e “Max Payne” che era un film tratto dal famoso videogioco.
Quindi John Moore non risulta essere abile saltellando da un genere all’ altro, è infatti discutibile la sua scelta di usare la “shaky cam” (camera a mano) per tutti i primi quindici minuti del film Die Hart 5, provocando vertigini al 90% degli spettatori (me compreso!).

Tuttavia, i danni maggiori al film “Die Hard-Un Buongiorno per Morire” li ha fatti la sceneggiatura scarna e ricca di errori ai limiti dell’assurdo: i cattivi entrano a Chernobyl con tute e contro-tute mentre i McClane si presentano in canottiera… le radiazioni avrebbero dovuto ucciderli in due nanosecondi! La scenggiatura di Die Hard 5 è scritta da Skip Woods, a cui secondo me stanno dando troppo credito ad Hollywood, affidandogli la sceneggiatura di film di un certo peso che lui poi va a rovinare con idiozie ed affini.

Concludendo, “Die Hard-Un Buongiorno Per Morire” è un film scadente: per un film che porta nel titolo “Die Hard”, anche un fan medio di film d’ azione si aspetta molto di più, visti gli illustri precedenti della saga. Die Hard 5 è invece una grande delusione… a questo punto speriamo nel sesto capitolo, che pare essere una certezza ormai.

(Articolo a cura di: Doc Hollywood)