Film La Pazza Gioia

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Un acquerello delicato sul mondo femminile, questo è La Pazza Gioia, il nuovo film di Paolo Virzì, un ritratto vero e intenso di quello che le donne si portano dentro, e solo a volte mostrano.

Donatella e Giovanna sono matte, si matte e anche pericolose, secondo quelle che sono le perizie e i tribunali, due persone disturbate che si ritrovano a Villa Biondi, un centro di recupero per quello che è chiamato patto terapeutico, un tentativo di guarigione.

Si conoscono grazie ad un malinteso, si avvicinano nel dolore e nei problemi personali e stabiliscono una rapporto tale che le porterà alla fuga, attraverso la Toscana, colorata ed estiva.

Due donne difficili, con un vissuto personale pesante, e una vita passata alla ricerca di amore che aiutasse a combattere il malessere e la follia, queste sono le protagoniste del film che Paolo Virzi ha scritto a quattro mani con Francesca Archibugi e che ha portato sul grande schermo.

Un film che parla di amicizia, l’amicizia che lega Giovanna e Donatella, e che diviene per loro fonte di forza e in un qualche modo anche di rivincita, contro quel male che le ha sempre attanagliate fino a schedarle, amicizia  che le porta a superare le proprie diversità per occuparsi l’una dell’altra.

Parla anche di follia il film, la follia che ci distrugge , che mina le nostre sicurezze e ci rende fragili, la follia che non permette di essere madri e che lascia le questioni del cuore irrisolte, e di come a volte la cosiddetta follia sia nettamente migliore,  del mondo di “normali” che la rinnega e la rinchiude.

Non si tratta sicuramente di un film crudo, ma disincantato questo si, è uno sguardo non tenero ma neanche di scherno, quello che il regista ha per loro, perché i personaggi tratteggiati da Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi, rispettivamente Donatella e Giovanna, pur mostrando anche lati oscuri, a tratti non piacevoli, risultano essere vere nella loro essenza, sono quindi anche tenere, altruiste, protettive e sensibili.

Un altro film riuscito per Paolo Virzì, che si conferma ancora una volta come uno sei capisaldi della Commedia Italiana.