Film Lui è tornato

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Nella Berlino europea e cosmopolita di oggi, torna Adolf Hitler; questa è la scena iniziale di Lui è tornato film di David Wnendt, basato sul bestseller di Timur Vermes.

Il vecchio dittatore, vecchio perché se fosse ancora in vita dovrebbe avere centoventisette anni, si sveglia nel luogo dove era posizionato  il suo bunker e rimane basito.

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Tutto è cambiato, niente è più come lo ricordava, la sua Berlino è diventata una capitale multietnica, non ha più punti riferimento, e tutto sommato anche lui sembra ridicolo, tanto che i bimbi che lo scorgono per primi, lo giudicano al pari di un povero matto e lo riempiono di scherni.

Ma così non è, Adolf non è cambiato di una virgola, e neanche le sue intenzioni, che vengono regolarmente esposte e puntualmente derise.

Il cameraman che ne ha filmato il risveglio viene licenziato, e quindi pensa bene di sfruttare il bislacco personaggio che gli si è presentato davanti lacero e stupefatto, per riacquistare credibilità agli occhi della sue rete televisiva.

Inizia quindi un viaggio a quattro mani, dove Adolf Hitler e il suo cameraman toccano le situazioni più varie del nostro presente, e il dittatore, pur scambiato per un imitatore ben riuscito, comincia di nuovo a proporre le sue idee, che rischiano di attecchire.

E’ un film satirico, questo, un film sul contrasto della società di oggi, ma che ci spinge nel contempo a considerazioni amare su quanto questa sia decadente.

In una frase del film il redivivo dittatore, parla di ciò che ha visto in televisione, lo definisce  – ciarpame – e  fa una considerazione sulla necessità di proporre ciarpame alle masse come distrazione, e di quanto questo sia proporzionale alla gravità dei problemi che la società.

Pur mantenendo un occhio ironico e disincantato il film ha una verità amara che si trasmette come un messaggio subliminale a chi vuol intendere, e cioè che solo la memoria può salvare l’uomo dal commettere gli stessi errori e perdersi negli abissi della violenza, perché se Hitler tornasse davvero solo la memoria di ciò che è stato potrebbe salvarci di nuovo dall’orrore.

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