Into Darkness-Star Trek 2013: ottimo secondo capitolo della saga di J.J. Abrams

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Il film Into Darkness-Star Trek del 2013 è l’ennesimo capitolo della grande e prolifica saga di Star Trek. Questo è il dodicesimo film creato sulla saga ed il secondo del nuovo riavvio ad opera del regista J.J. Abrams, che ha già diretto il precedente film Star Trek del 2009.
L’ ultimo nuovo film Into Darkness-Star Trek è uscito al cinema in Italia a giugno 2013 ed è stato convertito in postproduzione anche in 3D.

E’ un film di grande intrattenimento, che coniuga la tragicità del personaggio del cattivo Jhon Harrison (inquietantemente interpretato dal sempre più emergente britannico Benedict Cumberbatch) con la magnificenza delle sequenze spaziali, la suspense dei combattimenti che generano situazioni apparentemente senza uscita e l’equipaggio della Enterprise, che ci regala dei gustosi siparietti comici, soprattutto tra il capitano Kirk (Chris Pine), il dottor McCoy (Karl Urban), il signor Spock (Zachary Quinto) e l’ingegner Scotty (Simon Pegg).


E’ soprattutto il personaggio di Montgomery Scott, interpretato dall’attore comico inglese Simon Pegg, a dare il maggior risvolto umoristico al film Into Darkness-Star Trek che, date le premesse, si preannunciava “pesante”. Invece sia l’interpretazione di Simon Pegg, sia la “guasconaggine” di Chris Pine nel ruolo di Kirk rendono più leggero e godibile il film, anche se il personaggio del capitano Kirk viene dipinto come un pò troppo ribelle, ma questo serve a creare empatia e identificazione col pubblico degli adolescenti, perennemente “ribelli”.
Piacevole sorpresa è Karl Urban: solitamente attore serissimo, qui nel ruolo del dottor McCoy è alle prese con divertenti battibecchi con Spock, magistralmente interpretato dal sempre bravissimo (ma ancora troppo sottovalutato) Zachary Quinto.

Se dal punto di vista del cast degli attori il film Into Darkness-Star Trek risulta perfetto, anche ogni dettaglio del film fa la felicità dei trekkies (i fans di Star Trek): prototipi di astronavi ultrapotenti, schermaglie tra comandanti, situazioni apparentemente senza uscita.
Bella la sceneggiatura, che pone le basi per continuare la nuova saga: nel film Into Darkness-Star Trek ci sono infatti nuove interazioni con nuovi personaggi, come Alice Eve nel ruolo della dottoressa Marcus che può diventare la fiamma storica di Kirk (un pò come in “Star Trek 2: L’Ira di Khan” del 1982).
Anche la regia del nuovo film è bella, dato che J.J. Abrams è notevolmente migliorato: non usa mai la camera a mano e limita al minimo il suo marchio di fabbrica, i famigerati “lens flare” (i fastidiosi riflessi di luce sull’ obiettivo) che sono limitati alle sequenze all’interno della plancia dell’Enterprise.
J.J. Abrams sembra quindi cresciuto, maturato come regista e sicuramente l’incontro con Steven Spielberg nel 2011, in occasione del film Super 8, gli ha giovato molto e gli ha insegnato parecchio.

Into Darkness-Star Trek risulta un ottimo film con dialoghi frizzanti, mai un momento di noia, visivamente ricchissimo (la scena di Alice Eve in bikini vale da sola il prezzo del biglietto!), ma con una nota negativa: a un certo punto il cattivo Benedict Cumberbatch si fa arrestare apposta e conduce un dialogo dall’ interno di una cella di vetro, proprio come nei film 007 Skyfall, The Avengers e Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno (quest’ultimo però senza cella di vetro!).
Usare lo stesso escamotage narrativo in ben quattro film in due stagioni cinematografiche consecutive (in film accreditati da diversi sceneggiatori) sicuramente è un pessimo segno di carenza di idee a Hollywood. Speriamo che in futuro, anche per dettagli simili, ci si sforzi un pò di più!

(Articolo e recensione a cura di: IL MiB)