L’ Uomo d’ Acciaio-Superman 2013: pochi difetti per un film altrimenti perfetto

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L’Uomo D’Acciaio è l’ultimo nuovo film del 2013 dedicato alla figura di Superman, supereroe creato da Joe Shuster e Jerry Siegel.

Il film è uscito al cinema in Italia a Giugno 2013 ed è diretto dal regista Zack Snyder, che non è di certo una new entry per un cinecomic, dato che ha già diretto il film Watchmen nel 2009. Nel nuovo film “L’Uomo d’Acciaio” è l’attore Henry Cavill ad interpretare il ruolo di Superman.

Il film racconta le origini del primo supereroe della storia: dalla distruzione del suo pianeta natale Krypton al suo invio sulla Terra per salvarla dalla distruzione, ultimo atto dei suoi genitori biologici Jor-El e Lara Lor-Van (interpretati nel film da Russell Crowe e Ayelet Zurer). Adottato da Johnathan e Martha Kent (Kevin Costner e Diane Lane), Clark Kent alias Superman fa poi la scoperta della sua vera natura e dei suoi poteri, che impiegherà per difendere l’ umanità dalla minaccia di un gruppo di dissidenti kryptoniani capitanati dal crudele ma motivato Generale Zod (interpretato da Michael Shannon).

Inizio subito con una mia personale premessa: in qualche oscura parte del mio essere ho sempre odiato la figura di Superman, non perchè è l’esatto contrario del mio idolo Batman, ma perchè rappresenta tutto il buonismo e il nazionalismo americano. Superman è sempre il vincente, non si sporca mai le mani e ottiene sempre gli onori della cronaca, la celebrazione e l’adorazione della folla.
Detto questo, la visione che ne ha dato il regista Zack Snyder nel suo film “L’Uomo d’Acciaio” mi ha fatto in parte ricredere su questo personaggio: in questo film c’è un Superman che prende sul serio il fatto che il suo destino è quello di salvare il mondo e che per farlo occorrono dei sacrifici.

Lo svolgimento della trama procede senza particolari intoppi, e la prima parte del film racconta per lo più il percorso di Clark-Kal-El da semplice umano a salvatore dell’umanità, con diversi flashback a fare da intermezzo che riempiono il salto temporale dall’ arrivo sulla Terra fino alla scelta di diventare un “fantasma” per evitare di farsi notare.
La seconda parte del film “L’Uomo d’Acciaio” si compone principalmente di una lunga e sanguinosa “guerra” tra Superman (affiancato dall’esercito) contro il generale Zod e la sua squadra. La battaglia finale da sola vale il prezzo del biglietto: è uno scontro violento e incalzante che tiene lo spettatore attaccato allo schermo per tutta la sua durata (che è parecchio lunga! E, per uno come me, le battaglie lunghe sono le migliori!).

C’è una trovata che in particolare mi è piaciuta nel lavoro fatto da Zack Snyder per il film “L’Uomo D’Acciaio”, ovvero l’assenza della famosa kryptonite: pur non essendo fisicamente presente nel film, è comunque un elemento di “disturbo” per Superman.
E lo stratagemma usato è a dir poco geniale: Kal-El ha vissuto fin da piccolo sul pianeta Terra, la cui atmosfera e il cui Sole gli hanno fornito gli straordinari poteri che lo rendono speciale, quindi quando viene portato sulla nave del generale Zod, pregna di atmosfera kryptoniana, Superman non è abituato e questa atmosfera lo rende debole, proprio come la kryptonite vera e propria.
A loro volta i kryptoniani non sono abituati all’ atmosfera terrestre, e questo darà a Superman un vantaggio tattico nella sua battaglia contro il generale Zod e soci. In sostanza in ambo i casi ci sono pro e contro.

Ottimo il cast principale del film “L’Uomo D’Acciaio”.
Discutibile la resa di altri personaggi

La recitazione offerta dal nutrito cast di attori è fatta di alti e bassi. La scelta di mettere un peso massimo come Lawrence Fishburne nei panni del direttore del giornale Perry White poteva essere anche azzeccata (nonostante la variazione “cromatica” del personaggio “da uomo bianco a uomo di colore”, rispetto al fumetto originale). Comparendo in poco più di due scene del film, Lawrence Fishburne recita però frasi molto brevi e sintetiche, e non posso dare un giudizio positivo perchè la sua interpretazione rasenta la “comparsata”.

Altro neo sulla resa cinematografica del cast è purtroppo il personaggio del dottor Emil Hamilton, interpretato dall’attore Richard Schiff: questo è un personaggio che nei fumetti ha una parte fondamentale, mentre qui è solo un piccolo personaggio di contorno che si perde nel mare di grandi stelle hollywoodiane in cui naviga il film stesso. Un grande spreco quindi!

Ma a fare da contrappeso c’è comunque il cast principale del film “L’Uomo d’Acciao”, che infonde nei vari personaggi un’aura solenne, soprattutto nei personaggi di Jor-El (Russell Crowe) e del generale Zod (Michael Shannon).
Russell Crowe è a suo agio nel ruolo altisonante e saggio del padre biologico del piccolo Kal-El. Jor-El è infatti un padre che infonde nel giovane futuro eroe Superman la scelta giusta da fare: quella di salvare l’umanità, di aiutarla a crescere e migliorare.
Mentre Michael Shannon nel ruolo del generale Zod è un villain (cattivo) motivato: è un personaggio che lotta e ha sempre lottato per la sua razza, che farebbe di tutto pur di vederla rifiorire, compreso il totale sterminio della razza umana per ricostruire Krypton sulla Terra e, se costretto, anche l’uccisione dei suoi simili che si oppongono al suo progetto.

L’ interpretazione offerta dal britannico Henry Cavill nel ruolo del protagonista è abbastanza buona: un buon Superman che non si risparmia qualche piccolissimo momento di ironia, cosa che dovrebbe rendere felici i fans del vecchio Superman interpretato da Christopher Reeve che era spiritoso e pungente.
La Lois Lane interpretata da Amy Adams non è del tutto convincente, ma anche lei se la cava bene nei dinamici panni dell’ agguerrita giornalista del Daily Planet.


Una menzione d’onore va invece al personaggio di Johnathan Kent, padre adottivo di Superman, interpretato da Kevin Costner. Le sue sono le scene più cariche di sentimento e commozione che io abbia mai visto (ovviamente dopo il finale de “Il Cavaliere Oscuro-Il Ritorno”!). Nel film “L’Uomo d’ Acciaio”, l’ inquadratura epica con Johnathan Kent-Kevin Costner che ferma il figlio per salvarlo dalla furia di una tromba d’aria è qualcosa di poetico e ricco di significato, che ammetto mi ha strappato qualche singhiozzo.

Effetti speciali e costumi del film “L’Uomo d’Acciaio”

Per quanto riguarda il comparto degli effetti speciali del film, posso solo lodare tutto il lavoro fatto dalla squadra del regista Zack Snyder sia nel ricreare un pianeta Krypton arido e desertico (anche se con un sistema urbanistico discutibile!), sia per le immense strutture della labirintica Metropolis, che è il teatro dell’ultima grande battaglia tra il generale Zod e Superman. E a proposito di questo scontro, non ho mai visto così tanta gustosa e “tamarrissima” distruzione gratuita dai tempi di Avengers o Indipendence Day!

Il design della tecnologia kryptoniana è abbastanza buono (nonostante le “celle” dei dissidenti del Generale Zod assomiglino vagamente a forme falliche!) e nel complesso è molto bello da vedere.
Così come sono belli da vedere i costumi indossati dai kryptoniani, ricchi di cesellature e simili ad armature, che definiscono i vari ruoli: costume ricco di decorazioni e con tanto di corona per il consiglio degli anziani, costume provvisto di lame retrattili per i guerrieri come il generale Zod, costume possente e solido come quello indossato da Jor-El.

I pochi difetti di un film altrimenti perfetto

Passiamo ora ai pochissimi difetti di questo (altrimenti perfetto!) film. Nelle riprese c’è un uso spasmodico e smodato della camera a mano, che sembra andare molto di moda tra i cineasti moderni, ma che (essendo poco ferma) risulta decisamente fastidiosa nelle scene di dialogo. Un esempio su tutti è il dialogo tra Jor-El e il consiglio, che sfido chiunque a guardare senza farsi tornare su la cena! Decisamente se la potevano risparmiare la camera a mano.

Altro piccolo difetto del film “L’Uomo d’Acciaio”: l’attacco dei krytponiani a bordo della loro astronave assomiglia a una qualsiasi altra invasione aliena già vista in molti film, anche se si notano molti punti in comune con Indipendence Day rispetto ad altri film sul genere.
Da una parte questo denota mancanza di originalità, dall’altra è però una cosa naturale: ormai quante altre invasioni aliene sono state portate sul grande schermo al cinema? E’ normale che alla fine si assomiglino tutte. Questo è quindi un neo molto piccolo in un capolavoro come il film “L’Uomo d’Acciaio”.

Anche se molti potranno definire questo film un pò troppo dark e simile nei toni alla trilogia di Nolan (che tra l’altro figura tra i produttori del film “L’Uomo d’Acciaio”), il film di Zack Snyder è uno dei più bei adattamenti cinematografici dedicati all’ Ultimo Figlio di Krypton… senza nulla togliere ovviamente al primo e storico capitolo datato 1978 con Christopher Reeve!

(Articolo e recensione a cura di: Doc Hollywood)