Paradise Beach Dentro L’incubo il trailer originale del film

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Il terrore si nasconde a Paradise Beach

Un film celebrativo, così si presenta Paradise Beach nelle sue intenzioni, di  tutta una serie che negli anni 80 vide proliferare produzioni più o meno importanti che si rifacevano allo Squalo.

La storia è quanto di più classico ci si può attendere da un action movie, Blake Lively interpreta Nancy, una studentessa di medicina in crisi alla ricerca delle sue certezze, perse recentemente con la morte della madre; il sollievo sembra giungerle da una spiaggia paradisiaca, dove la stessa madre si era persa quando era incinta di lei, in Messico.

Una spiaggia che fa la parte del leone nei primi due tempi della narrazione, con una natura incontaminata, acque cristalline, e il solo rumore del mare a scandirne i ritmi di vita, ma che viene turbata dalla comparsa di uno di più terribili predatori viventi, uno squalo bianco attirato dalla carcassa di una balena, che decide di fare di Nancy e degli altri frequentatori della spiaggia le sue vittime.

Se il compito riesce abbastanza velocemente con i primi due surfisti, con la combattiva ragazza sarà ben altra impresa e il film diverrà a quel punto un duello fra il carcarodonte e la protagonista, costretta su di uno scoglio angusto in pieno mare, ferita ad una gamba, ma non per questo meno agguerrita.

Quasi un monologo per la bella attrice

Diretto da Jaume Collet-Serra, regista specializzato in action e già conosciuto per Unknown e No Stop, Paradise beach si avvale delle musiche di Marco Beltrami che si ispira liberamente a quelle de Lo Squalo, e vede nei panni della protagoista Blake Lively, in scena dall’inizio alla fine del film praticamente sola, fatta eccezione per alcune velocissime comparse della sorella e dei due surfisti vittime dello squalo. Il film è chiaramente scarno di dialoghi, la parte del leone la fa la natura, con i suoi rumori, i suoi silenzi ed i suoi paesaggi e fatta eccezione per qualche svarione nella sua parte finale, ci cattura con la suspence e la combattività di Nancy che in alcuni momenti assume il ruolo di titanica eroina, appartenuto a molti maschi prima di lei.