Recensione Educazione Siberiana: un grande film che segna il ritorno di Gabriele Salvatores

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Il film Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores segna il grande ritorno del cinema italiano di qualità: finalmente il cinema italiano non solo torna a “risorgere”, ma anche e soprattutto ad essere esportabile.

Riecco quindi Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992 al Miglior Film Straniero per Mediterraneo, che con Educazione Siberiana torna a girare un film in lingua inglese.

Come nella tradizione dei film di Gabriele Salvatores, anche Educazione Siberiana è un film corale. Gli attori sono tutti dei bravissimi giovani russi, molto in parte e davvero talentuosi, affiancati però da due grandi leoni di Hollywood: John Malkovich e Peter Stormare.
La storia del film Educazione Siberiana è tratta dal romanzo omonimo e semi-autobiografico di Nicolai Lilin, e racconta della giovinezza dei ragazzi siberiani, membri di famiglie di criminali non potenti ma attaccati alle loro tradizioni, non ricchissimi ma a modo loro con un codice d’onore da seguire.

La regia del film è pulita, con fluidi e lenti movimenti di macchina, pochi virtuosismi. La fotografia è calda e riflette l’ambiente in cui è ambientato il film: un ghetto di Transnistria, nella Moldavia Orientale, lontano dalla Siberia, patria dei protagonisti.

Educazione Siberiana è un grande film, non troppo lungo, dagli sviluppi imprevedibili, che non annoia affatto e che porta ancora una volta in giro per il mondo uno dei nostri rari ottimi biglietti da visita cinematografici: il regista Gabriele Salvatores.

(Articolo a cura di: IL MiB)