Recensione film 007 Skyfall: il nuovo James Bond è duro e cupo

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Col nuovo film Skyfall, uscito al cinema il 31 Ottobre 2012, James Bond è tornato nelle sale di tutto il mondo, dopo un ritardo di quasi due anni, dovuti ad un quasi-fallimento che aveva colpito la Sony MGM/UA negli anni scorsi, ma da cui la compagnia di produzione si è risollevata brillantemente.

Il nuovo film di 007 celebra il cinquantenario di James Bond al cinema, dato che il primo film Agente 007-Licenza di Uccidere è arrivato nei cinema nel 1962. Il film Skyfall del 2012 è il terzo con Daniel Craig ed è diretto da Sam Mendes, già regista dei film American Beauty (1999) e Era Mio Padre (2002). Il film Skyfall pone fine ad un certo modo di intendere 007 al cinema: non c’è più lo stile di Moore o di Brosnan, non ci sono più strizzatine d’ occhio, sorrisini, ammiccamenti e battutine. E non ci sono più gadget fantascentifici: nel film Skyfall, James Bond ha a disposizione una pistola e una ridicola radiolina localizzatrice, addirittura con l’ antennina estraibile! Niente più glamour e leggerezza bondiana degli anni d’ oro, ma col film Skyfall si ritorna alla durezza di Connery, alla cupezza di Dalton e alla serietà dei libri di Fleming.

Per chi cercava il classico Bond-movie, il film Skyfall è probabilmente una delusione: è un ottimo film di Sam Mendes, ci sono dei colpi di scena anche molto importanti, ma il ritmo è lento. Le scene di calma, con camera fissa, dialoghi sussurrati e zero musica, tipici dei film di Sam Mendes, qui mal si sposano con l’ atmosfera che dovrebbe avere un film di James Bond. Il film 007 Skyfall è molto più autoriale e il talento di Sam Mendes prende il sopravvento sullo spirito bondiano.

Le musiche del film non guizzano certo per originalità, Adele a parte, come sempre grandissima nell’ interpretazione della canzone dei titoli di testa.
Un dieci e lode a Berenice Marlohe: attrice francese che, oltre a un bel faccino, ha un sorprendente talento recitativo. Col ruolo di Severine nel film Skyfall, Berenice Marlohe avrebbe meritato più spazio.

La parte finale del film è invece “irritantemente” irreale, non si sa come il cattivo Raul Silva, un bravissimo ma sottoutilizzato Javier Bardem, abbia rintracciatro James Bond: non si sa nulla, da dove viene il suo elicottero o qual’è il piano di fuga, ci sono solo le deliranti gesta di vendetta di Raul Silva. Se ogni agente segreto caduto in disgrazia, più o meno vivo sul campo, dovesse vendicarsi col proprio capo che lo ha mandato in missione, ci sarebbe la terza guerra mondiale del caos e non avrebbe senso.
Quando James Bond arriva a Skyfall, nome della solitaria stamberga di pietra dove è cresciuto da piccolo, incontra Kinkade (interpretato da Albert Finney): il vecchio custode che lo conosce fin da piccolo. Poi arrivano i cattivi e assediano la casa, ma Kinkade non ha un telefono, un cellulare, un mezzo di trasporto?

Il fatto è che il film 007 Skyfall di Sam Mendes è girato tutto in sottrazione: tutto quello che poteva essere tolto, è stato tolto. Ciò ha reso Skyfall più minimalista: gli altri film di 007 erano più didascalici mostrando come un personaggio arrivava in un punto e perchè, qui no, qui tutto è lasciato alla comprensione dello spettatore. Perfino la fuga del cattivo Raul Silva, catturato nella base segreta, non viene mostrata e ciò è imperdonabile: si va al cinema a vedere un film di James Bond apposta per vedere fughe rocambolesche e in Skyfall prima si vede una cella piena, poi accorre James Bond e trova la cella aperta e due guardie morte a terra. Come è scappato Raul Silva? Perchè è entrato in un affollato e sorvegliato tribunale per cercare di uccidere M, il capo di James Bond, quando lo si può aspettare a casa o seguire in posti più tranquilli? Solo perchè il personaggio di Raul Silva è uno psicopatico molto plateale?

A livello di sceneggiatura il film 007 Skyfall “fa acqua”, è drammatico, cupo ma di sicuro non è il miglior film di 007 in assoluto.

Ci sono però anche i lati positivi. Nei film di James Bond la trama non è mai stata importante e anche qui non lo è, dato che è solo un pretesto per creare sequenze d’ azione o per far recitare gli attori e dare spazio ai personaggi caratterizzandoli. Il cast, di film in film, si alza di qualità, la regia anche, la fotografia pure e la spettacolarità di alcune scene d’azione risulta memorabile, come sempre. Il cast di contorno del film 007 Skyfall è “quasi” convincente, dove il “quasi” ha il volto di Ben Winshaw nel ruolo di Q, a cui dovremo far l’abitudine per un pò di film ancora, prima che sia credibile e che il pubblico possa accettarlo. Per ora fa un pò storcere il naso, ma la bravura di Ben Winshaw è palpabile.
Nel film Skyfall, Javier Bardem ha davvero poco spazio nel ruolo del cattivo Raul Silva, ma il suo talento è elevato e la sua recitazione incantevole, nel senso che incanta piacevolmente lo spettatore davanti allo schermo. Citazioni e rimandi ad altri film di James Bond ci sono e non sono invadenti, a parte la vecchia Aston Martin DB5. E soprattutto, questo nuovo film 007 Skyfall ha una cosa che i precedenti film non avevano: i colpi di scena che fanno saltare sulla sedia, che cambiano la prospettiva. E addirittura nel finale ce ne sono ben tre di grandissimi colpi di scena, e molto positivi, che cambieranno per sempre i prossimi Bond-movies.

(Articolo a cura di: IL MiB)