Recensione film “Die Hard 5” (2013): il peggiore film della saga Die Hard!

79

Il film Die Hard-Un buon giorno per Morire è uscito al cinema in Italia il 14 Febbraio 2013 ed è il nuovo capitolo della fortunata saga d’ azione di John McClane: l’ eroico poliziotto interpretato sempre da Bruce Willis, ovvero “l’uomo sbagliato nel posto sbagliato al momento sbagliato”, almeno per i cattivi di turno!

Questa volta la vicenda è ambientata a Mosca (ma è girata a Budapest) e McClane deve tirar fuori dai guai suo figlio Jack (Jai Courtney), che non vede da anni e che è stato arrestato per omicidio. In realtà Jack è un agente della CIA e il padre rischia di mettere involontariamente i bastoni tra le ruote al suo piano, che consiste nello sventare un contrabbando di uranio arricchito, usato per costruire bombe atomiche.

La regia del nuovo film “Die Hard-Un buon giorno per Morire” è di Jhon Moore che, dopo averci convinti con solidi film d’azione come “Behind Enemy Lines” (2001), “Il Volo della Fenice” (2005), “Omen-Il Presagio” (2006) e “Max Payne” (2008), stavolta toppa di brutto, complice una pessima sceneggiatura di Skip Woods, che già aveva firmato “Hitman-L’Assassino” (film del 2007), “Codice Swordfish” (2001) e A-Team (2010).

Stavolta però, nonostante le credenziali, il nuovo film Die Hard 5 risulta davvero fatto molto male. A livello tecnico ci sono montaggi fatti male, errori grossolani, uso smodato e inutile della camera a mano (mai usata prima da John Moore), scene d’ azione palesemente copiate da altri film (su tutte: l’ inseguimento per le vie di Mosca è uguale a quello della trilogia di Jason Bourne e le scene in elicottero – due, identiche – sono copiate pari pari dal film Hitman).

Il ritmo del film “Die Hard-Un buon giorno per Morire” è poi davvero fiacco, con sequenze d’ azione irritantemente irrealistiche e scene di dialogo stupide, insensate, noiose e troppo statiche. Zero ironia, niente battutine per McClane e un melenso finale alla “Amaro Averna” che non c’entra nulla col resto del film.
Bruce Willis fa la spalla (stanco e senza incisività) a Jay Courtney, quando invece in film recenti lo abbiamo visto in formissima, vedi il recente film Looper del 2013 o anche il film Red del 2011, di cui è imminente l’uscita del secondo capitolo.
Non è colpa dell’età di Bruce Willis, è proprio il film Die Hard 5 che è girato con un pressapochismo, anche tecnico, che fa rabbrividire. Sembra un “filmetto” girato con la mano sinistra, di quelli “direct-to-video” che finiscono direttamente nei cestoni dei centri commerciali senza passare per le sale cinematografiche.

E poi il dinamico duo, McClane padre e figlio, che si presentano dai cattivi a Chernobyl, in canottiera e senza tuta antiradiazioni (come invece tutti i cattivi hanno) proprio non si può guardare.
Questo Die Hard 5 è un ottimo esempio di pessimo cinema. Se prima, con i precedenti quattro capitoli della saga, si faceva fatica a dire quale fosse il migliore, ora col quinto capitolo almeno sappiamo con certezza quale sia il peggiore!

(Articolo a cura di: IL MiB)