Recensione film horror “Non Aprite Quella Porta 3D”: Leatherface torna al cinema scatenato!

141

Il nuovo film horror Non Aprite Quella Porta 3D è uscito al cinema in Italia il 28 Febbraio 2013 ed è il seguito del film cult di Tobe Hooper del 1974.
Questo nuovo film del 2013 è diretto dal regista John Luessenhop con un cast tutto nuovo di attori esordienti, tranne la giovane protagonista Alexandra Daddario già vista nel film Percy Jackson e il Ladro di Fulmini, e tranne qualche piccolo cameo qua e là.

La storia del film “Non Aprite Quella Porta 3D” è semplice ma perfetta per questo seguito: durante uno scontro a fuoco immediatamente successivo alla fuga di Sally dalla casa dei Sawyer (la casa degli orrori!), l’intera famiglia di cannibali viene sterminata e la loro casa bruciata, ma una neonata si salva e viene presa da uno dei rabbiosi cittadini che hanno partecipato allo scontro. Circa 20 anni dopo, la neonata è diventata una bella ragazza (Alexandra Daddario) che lavora al banco macelleria di un market e che un bel giorno riceve in eredità dalla sua defunta nonna una villa in mezzo al Texas. Questo sarà l’inizio di un nuovo incubo che vedrà il ritorno del più famoso membro della famiglia Sawyer: Leatherface, il muto ritardato dalla motosega facile e con la faccia sempre coperta.


Partiamo dagli interpreti del film “Non Aprite Quella Porta 3D”: come in ogni film horror ci sono teenager arrapati e killer psicopatici. La prima fazione (quella dei teenager arrapati!) non risulta esageratamente stereotipata: nel film abbiamo la protagonista Heather (Alexandra Daddario) col suo fidanzato Ryan (Trey Songz), la giovane amica della protagonista (Nikki: interpretata da Tania Raymonde) e il relativo fidanzato Kenny (Keram Malicki-Sanchez), a loro si aggiunge il giovane autostoppista Darryl (Shaun Sipos) che in realtà si rivela un ladro. Insomma un bel gruppetto assortito di carne da macello!

Passando dalla parte del manico (della motosega ovviamente!) abbiamo una presentazione abbastanza fugace della famiglia Sawyer nel prologo del film, dove troviamo personaggi storici come il papà Drayton Sawyer, qui interpretato dalla leggenda degli horror moderni Bill Moseley (l’attore aveva già interpretato il ruolo di Chop Top: fratello di Leatherface nel film “Non Aprite Quella Porta 2”), e in un piccolo cameo ritroviamo anche il Leatherface originale Gunnar Hansen, nei panni di uno dei Sawyer.
Ovviamente la parte del leone la fa il killer con maschera e motosega, qui portato sullo schermo per la prima volta non da un attore professionista ma bensì da un semplice contadino: Dan Yeager, che è stato “scritturato” da uno dei produttori perché durante un pranzo con degli amici aveva notato che le movenze di questo contadino erano molto simili a quelle di Leatherface. E così Dan Yeager è stato preso per la parte che, a parer mio, porta sullo schermo in maniera eccellente: un Leatherface per la prima volta senza una famiglia, lasciato a sé stesso, e quindi obbligato a prendere da solo delle decisioni che prima venivano prese o dal padre Drayton o dai fratelli.

Passiamo ai punti di forza del film “Non Aprite Quella Porta 3D”: in primis c’è la grande presenza di Leatherface sullo schermo, finalmente con un ruolo da co-protagonista. Altra “protagonista” gradita di questo film è la grande violenza degli omicidi, sui quali la CGI (effetti speciali computerizzati) non ha pesato troppo, giusto quel pizzico che serve per un film girato in 3D, ma per il resto gli effetti sono stati realizzati da due leggende del settore come Howard Berger e Gregory Nicotero.
Altro punto fondamentale a favore del film “Non Aprite Quella Porta 3D” è l’ innovativo ribaltamento dei ruoli che avviene durante lo svolgersi della trama. Infatti se all’ inizio la famiglia Sawyer è mostrata come una famiglia di assassini senza pietà mentre la folla inferocita risulta essere il “castigo divino” per eccellenza, mano a mano che il film va avanti il confine tra buoni e cattivi diventa sempre più sottile fino a ribaltarsi del tutto: Leatherface e la giovane erede dei Sawyer diventano i “buoni”, mentre la folla inferocita che cerca di concludere quello che ha iniziato 20 anni prima diventa il vero “mostro” della situazione.

C’è un solo punto in negativo che mina la godibilità del film “Non Aprite Quella Porta 3D”, si tratta di un errore di continuità temporale che poteva essere evitato facilmente: all’ inizio del film siamo nel 1974 e la piccola Heather (la protagonista della vicenda) è una neonata di pochi mesi, dopo il salto temporale dovrebbe avere un’ età intorno alla ventina e quindi dovremmo essere intorno ai primi anni ’90, ma in una scena un poliziotto sta facendo un sopralluogo nella villa ereditata dalla giovane Heather e per tenere informata la centrale utilizza un iPhone! Com’ è possibile che un oggetto arrivato sul mercato alla metà degli anni 2000 sia presente circa quindici anni prima?! Questo è un gravissimo errore temporale che mina la continuità di un film altrimenti molto bello sotto ogni aspetto (una scena memorabile su tutte è l’ inseguimento attraverso il luna park).

Insomma, pur essendo un ennesimo sequel di una saga horror ben “cementata” nelle menti dei fans di tutto il mondo, questo nuovo film “Non Aprite Quella Porta 3D” porta una ventata d’ aria fresca in un franchise che, sinceramente, soffriva di qualche difetto dovuto agli eccessivi sequel e remake, non riuscendo più a dare un’ unica linea di continuità alla saga e creando mille storie diverse che potevano portare un neofita a confondersi facilmente. Proprio qui entra in soccorso il nuovo film “Non Aprite Quella Porta 3D”, che si propone come nuovo seguito del primo film capostipite diretto da Hooper nel ’74, e che riesce a dare un filo conduttore unico ed ufficiale alla saga dello squartatore con maschera di pelle, una cosa non da poco a mio vedere.
Concludendo, il film “Non Aprite Quella Porta 3D” è un ottimo film, con sceneggiatura coerente e ben scritta, un manipolo di attori all’ altezza di un film horror e un Leatherface all’ ennesima potenza che di sicuro aiuterà questo franchise a rinascere, e chissà se in possibili seguiti non vedremo altri membri della famiglia Sawyer… d’altro canto “la famiglia è la famiglia”…

(Articolo a cura di: Doc Hollywood)