Recensione film “I Sogni Segreti di Walter Mitty”: Ben Stiller crea un capolavoro

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Ben Stiller è davvero maturato: il suo nuovo film I Sogni Segreti di Walter Mitty, preannunciato come il “nuovo Forrest Gump”, è uscito al cinema il 19 Dicembre 2013 e lo slogan pubblicitario mantiene ciò che promette.


“I Sogni Segreti di Walter Mitty” è un film imponente, seppur girato senza mastodontici budget: bastano solo una buona inquadratura e un buon paesaggio per sorpassare qualsiasi cinefumetto realizzato in computer-grafica.
Il film è girato con sapienza, ben al di sopra della divertente commedia omonima di Norman Z. McLeod del 1947 con Danny Kaye, di cui questo nuovo film di Ben Stiller è il remake.

Il film “I Sogni Segreti di Walter Mitty” è diretto e interpretato da un Ben Stiller ormai fuori dagli stretti panni del semplice attore comico. Già con Zoolander (film del 2001) Ben Stiller aveva criticato, seppur in modo comico e quasi fantapolitico, il glitterato mondo dei modelli.
La sua regia successiva è stato l’ottimo “Tropic Thunder” (film del 2008), sempre diretto e interpretato dallo stesso Ben Stiller che, sulla falsariga di un Vietnam-movie, criticava un certo modo di fare negativo dell’industria cinematografica hollywoodiana.
La critica di Ben Stiller c’è anche nella trama di questo stupefacente e nuovo film del 2013 “I Sogni Segreti di Walter Mitty”, ma solo appena accennata: si tratta di una velata critica al licenziamento dei dipendenti di una rivista cartacea, che deve essere trasformata in una rivista online. Ed è proprio l’ambientazione lavorativa del protagonista Walter Mitty-Ben Stiller ad essere importante nel film: il celeberrimo mensile illustrato Life, lo stesso giornale dove un giovane Stanley Kubrick faceva i suoi primi scatti da fotoreporter, prima di diventare un regista.

Le citazioni kubrickiane di Ben Stiller sono presenti anche a livello di regia: nella ricerca dell’ inquadratura perfetta, quasi simmetrica, nelle lente e ipnotiche carrellate, nella gestione del cast (dove tutti gli attori sono funzionali, anche se non tutti sono molto visibili) e nello sguardo fisso nel vuoto di Walter Mitty quando si “incanta” a sognare ad occhi aperti.
Altre citazioni, ancora più colte, riguardano la professione e il look del protagonista Walter Mitty, che richiamano molto il Robin Williams del film “One Hour Photo” (2002), a sua volta dichiarato omaggio a Kubrick e diretto dal regista Mark Romanek: famoso per essere un grande fan di Kubrick. Da sempre Ben Stiller ama giocare con le scatole cinesi e qui ne abbiamo la prova: in pratica cita un film che cita Kubrick.

“I Sogni Segreti di Walter Mitty” è indubbiamente il migliore film di Ben Stiller, il suo capolavoro massimo. Il protagonista è un ometto grigio all’ apparenza, ma con una fervida fantasia: si occupa della gestione dell’immenso archivio fotografico della rivista Life e sogna ad occchi aperti grandi avventure, come conquistare l’impiegata Cheryl (interpretata da Kristen Wiig) di cui è segretamente innamorato, oppure come combattere il nuovo capo un pò troppo strafottente.


Quando la rivista mensile annuncia l’uscita del suo ultimo numero, prima di passare definitivamente online e licenziare quasi tutti i dipendenti, Walter Mitty perde il prezioso negativo destinato a diventare la copertina. Il negativo gli è stato spedito da un fotoreporter avventuroso, magistralmente interpretato da Sean Penn, sempre pericolosamente in giro per il mondo.
Sean Penn appare per dieci minuti e, dopo tanta epicità, dona al film un momento di saggezza ma anche di grande umanità: definisce il negativo perduto come “la quintessenza della vita”, in inglese “the quintessence of Life”, laddove Life sta sia per “vita” che per il nome della rivista in un gioco di parole il cui significato viene svelato nel finale del film.
Walter Mitty quindi deve armarsi di coraggio e inseguire letteralmente il fotoreporter per poter avere un’altra copia del negativo. Nel suo viaggio avventuroso, arriva fino in Groenlandia, poi in Islanda via mare e infine in Afghanistan, fino alle pendici dell’Himalaya, superando pericoli, conoscendo persone nuove, visitando posti sconosciuti e percorrendo paesaggi di una bellezza incredibile (e qui i paragoni con la scena della maratona di Forrest Gump vengono spontanei).
Oltre alla bellezza visiva, il film vanta anche un ottimo accostamento musicale.

“I Sogni Segreti di Walter Mitty” non è un film comico, pur avendo come Forrest Gump momenti divertenti, ma è soprattutto pregno di momenti profondi, di simbologia (con la ricerca dell’inquadratura perfetta e kubrickiana), di saggezza, di commozione e di ottimismo.
Il finale è poi uno tra i migliori degli ultimi anni, considerando i film sfornati da Hollywood.
Ben Stiller crea un cerchio narrativo perfetto e il suo film è una gioia per gli occhi, un arricchimento per lo spirito, un tuffo tra impressionanti e bellissimi luoghi.
“I Sogni Segreti di Walter Mitty” è un’esperienza, più che un film. Sicuramente un capolavoro indimenticabile.

(Articolo a cura di: IL MiB)