Recensione film “Il Procuratore” (2014): pessima la sceneggiatura. Occasione mancata per Ridley Scott

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Il film “The Counselor-Il Procuratore”, uscito al cinema in Italia il 16 Gennaio 2014, è stato un’ occasione mancata per il grande regista inglese Ridley Scott.

I suoi passati capolavori vanno da Blade Runner ad Alien, da Hannibal a Il Gladiatore, da Thelma & Louise a…. Prometheus.
Ed è infatti col film Prometheus che Ridley Scott ha cominciato la sua inesorabile discesa creativa, dirigenddo (in modo non eccelso come suo solito) film scritti da altri sceneggiatori.
In Prometheus il pessimo sceneggiatore era Damon Lindelof, mentre nell’ ultimo film “The Counselor-Il Procuratore” lo sceneggiatore è lo scrittore Cormac McCarthy, che ha curato anche l’omonimo romanzo specificamente scritto per il cinema ed edito da Einaudi.
Romanziere dallo stile ampolloso, Cormac McCarthy scrive una sceneggiatura senza elementi temporali di riferimento: all’inizio del film, il procuratore (Michael Fassbender) e la sua donna Laura (Penelope Cruz) sono fidanzati, durante il film si scopre che sono sposati. Ma quanto tempo è passato? Nessun matrimonio viene mostrato!
“Il Procuratore” è un film che non ha neanche molta azione e non spiega cosa sta succedendo nella trama.

Per fortuna il film viene un pò sollevato dalla grande bravura degli attori: torna in scena la coppia Micheal Fassbender-Brad Pitt, già visti insieme nel tarantiniano Bastardi Senza Gloria e prossimamente insieme sul grande schermo anche nel film “12 Anni Schiavo” (in uscita al cinema in Italia dal 20 Febbraio 2014).


Insieme a loro e a Penelope Cruz ci sono anche Javier Bardem e una incredibile Cameron Diaz nel ruolo di una glaciale dark lady feroce e senza scrupoli.
Questo meraviglioso quintetto di attori è l’unica cosa buona del film “The Counselor-Il Procuratore”, dato che nella trama non viene raccontato molto.

La storia vede Michael Fassbender nei panni di un procuratore che, non si sa bene per quale motivo (avidità di denaro? Dato che è già ricco!), vuole impegnarsi nel traffico all’ ingrosso di droga. Senza che lui muova un dito, i trafficanti macchinano un piano per far figurare che il camion di droga è stato rubato e che vogliono comunque i loro soldi, altrimenti scorrerà sangue… e ne scorrerà!
Purtroppo però il film è troppo statico: le dinamiche dei personaggi si limitano ad interminabili dialoghi tra mostri della recitazione.
Sorprende anche che sia stato usato un grande attore come Bruno Ganz in un cameo iniziale del film, di cui proprio non c’è utilità narrativa. Persino un altro grande attore come John Leguizamo compare per un attimo, nel ruolo di una comparsa parlante.

E’ un peccato, perchè se la sceneggiatura fosse stata data in mano ad un bravo sceneggiatore, sicuramente sarebbe venuto fuori un film molto più godibile.
Sembra che questo sia il grande difetto del vecchio Ridley Scott: è un ex-grande regista che ormai neanche si prende la briga di capire se la sceneggiatura che ha davanti va bene o no.

Nel film “Il Procuratore” di memorabile resta soltanto la ferocia di Cameron Diaz e la spaventosa scena finale con Brad Pitt.

(Articolo a cura di: IL MiB)