Recensione film Rush (2013): un film che rimane nel cuore. Grande Ron Howard!

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Ron Howard è un regista maturo, di fatto era regista già da ragazzo, mentre dirigeva qualche episodio della serie Tv che lo ha reso famoso: Happy Days, in cui interpretava il ruolo di Richie Cunningham.
Ron Howard ha già dimostrato di essere un regista maturo con “drammoni” spesso in corsa per l’Oscar: di lui ricordiamo i film Apollo 13, Splash, Cocoon, A Beautiful Mind, Il Codice Da Vinci e il suo sequel Angeli e Demoni.
Grandi film tutti con un unico denominatore comune: una regia didascalica, liscia (non piatta, che è ben diverso!), senza grandi guizzi visivi ma che eccelle in chiarezza narrativa e montaggio analogico.

Con l’ ultimo film Rush del 2013, uscito al cinema in Italia il 19 Settembre, si può invece dire che Ron Howard ha superato se stesso, si è reinventato. A 58 anni e con una carriera trentennale, Ron Howard ha riscoperto un nuovo modo di fare cinema, un modo di costruire immagini quasi alla Oliver Stone, tanto i colori del suo film Rush sono saturi e le immagini ipercinetiche, la fotografia quasi sfalsata, molto anni ’70.

Il film Rush racconta della rivalità tra due grandissimi piloti di Formula 1 durante il campionato del 1976: Niki Lauda e James Hunt. Rush è un biopic raccontato parallelamente, seguendo entrambi i contendenti, ascoltando le voci fuori campo di entrambi i protagonisti.
Niki Lauda, interpretato da Daniel Brühl, è un pilota freddo e calcolatore come e più di Schumacher, mentre James Hunt (interpretato nel film dall’ attore Chris Hemsworth) è un viveur playboy.
I due piloti sono resi splendidamente dai bravissimi Daniel Bruhl e Chris Hemsworth, incredibilmente somiglianti agli “originali”, come testimoniano le ultime immagini del film, costruite montando filmati con i veri piloti.

La rivalità tra i due piloti Niki Lauda e James Hunt nasce non solo perchè sono uno l’opposto dell’altro, ma anche perchè entrambi sono primi in classifica, pur rispettandosi molto.
Il messaggio finale del film Rush ci mostra il pensiero di James Hunt: lui è un pilota che corre per il brivido del rischio, per l’adrenalina, per lo spettacolo.
Sempre nel confronto finale c’è anche il pensiero del suo avversario Niki Lauda che invece corre rispettando le regole, i colleghi e le leggi della fisica, contando anche sulla propria testa oltre che sul cuore.
In realtà entrambi i piloti hanno ragione, e il film Rush mostra chiaramente che la stupenda Formula 1 di un tempo, neanche troppo lontano, è molto diversa da quella di oggi: i rischi che i piloti correvano erano molto maggiori.

La regia di Ron Howard è la vera piacevole sorpresa del film Rush, fatta di grandi movimenti di macchina, di primissimi piani di dettagli, di cura per l’immagine e per l’inquadratura, di empatia verso lo spetttatore, che si sente davvero trascinato in pista a tutta velocità, tanto da sentir quasi l’odore di benzina.
Montaggio serrato, fotografia patinata, flashback e salti temporali, grandissimi interpreti: questi sono gli ingredienti vincenti del film Rush, e se state pensando ad una specie di Fast & Furious anni ’70 vi sbagliate di grosso! Il film Rush racconta la realtà dei fatti, non racconta “tamarrate”.
Quella di Rush è una storia vera, condita con le sublimi musiche di Hans Zimmer e contornata da comprimari di lusso, da Olivia Wilde a Pierfrancesco Favino (alla sua seconda collaborazione col regista Ron Howard dopo il già citato film “Angeli e Demoni”).

Il fatto che Rush sia un film biografico non eccessivamente lungo (dura due ore) lo rende inoltre godibile: Rush rimane nel cuore e commuove. Col film Rush, Ron Howard ha scoperto un nuovo modo di dirigere, di raccontare storie e di montare film: ci aspettiamo tutti che questo grande regista sia sempre e ancora più grande.

(Articolo a cura di: IL MiB)