Recensione film “World War Z”: il film sugli zombie ora disponibile in Dvd

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Incredibile film World War Z, va detto subito. Il film è uscito al cinema in Italia il 27 Giugno 2013 ed è ora disponibile in Dvd.

Eppure nei diari di produzione ci si lamentava di aver cominciato le riprese del film senza avere un copione completo di finale, i vari sceneggiatori si avvicendavano e poi gettavano la spugna (tra cui il pessimo Damon Lindelof, qui tenuto a freno dal far danni) e soldi a palate sono andati letteralmente perduti in un’ epica sequenza sulla Piazza Rossa, di cui sono rimaste solo poche scene. Nessuno pensava che si potesse tirar fuori un buon film.
“World War Z” ha lo stesso titolo del libro di Max Brooks da cui è tratto, ma con cui ha ben poco in comune, a parte l’apocalisse zombie e il giro del mondo del protagonista (che non è neanche lo stesso) per poter trovare una cura o comunque un modo per combattere l’epidemia di zombie.

Ma Marc Foster è stato il regista più adatto, bravissimo a coniugare azione e sentimento, come già aveva dimostrato nel film “Il Cacciatore di Aquiloni” del 2007 e nel superlativo film su 007 “Quantum Of Solace” del 2008.
Nel film “World War Z”, la regia di Marc Foster è fatta di pastosi movimenti di macchina, di cieli striati di colori, di fotografia nitida, di camera a mano sapientemente usata solo nei momenti concitati ma, quando l’azione diventa ancora più concitata, ritornano il carrello e la steadycam, e si passa a grandi campi lunghi panoramici, dove davvero si può apprezzare la maestosità e l’epicità della catastrofe globale in corso nel film.

Le ottime musiche del bravissimo Marco Beltrami, che ha curato la colonna sonora del film World War Z, sottilineano la gravità e la portata degli eventi raccontati.
La trama, sulla quale non avrebbe scommesso nessuno prima del’uscita del film al cinema, non lascia invece un attimo di respiro: è una corsa continua.

“World War Z” è strutturato quasi come “La Guerra Dei Mondi”, il film del 2005 di Steven Spielber, dove la cinepresa seguiva sempre e solo il protagonista. Tecnicamente parlando, anche in “World War Z” c’è quasi lo stesso tipo di fotografia particolareggiata, lo stesso indugio a filmare le comparse in primo piano, elevate a protagoniste per pochi secondi, lo stesso grado di azione e la stessa sensazione di paura e angoscia trasmessa allo spettatore. Quasi: perchè Marc Foster non è Steven Spielberg, ma è leggermente più autoriale. Lo si capisce da dove infila le poche scene a rallentatore presenti nel film “World War Z”, da come monta i notiziari, da come rappresenta i rapporti umani e dal poco spazio dato alle piccole figlie del protagonista Brad Pitt.

Nel film “World War Z” ci sono delle scene che indubbiamente rimarranno nella storia del cinema, come l’assalto iniziale per le strade di Philadelphia, le grandi panoramiche a Gerusalemme, la stupenda e calibrata scena a bordo dell’aereo di linea.

Il film “World War Z” è poco splatter ma ha un grado di tensione che fa davvero venire la pelle d’oca. Un gran film, realizzato magnificamente.
Un plauso va anche a Brad Pitt che, oltre ad essere l’ attore protagonista, è anche il produttore del film: Brad Pitt ha creduto con convinzione nel progetto fino in fondo, malgrado le difficoltà remassero contro lui e il regista Marc Foster.

“World War Z” non è un classico “flimetto horror” da domenica pomeriggio: questo è “IL” film sugli zombie.

(Articolo a cura di: IL MiB)