Serie tv: la sindrome di Lost. Le serie Tv Jericho, Flash-Forward, Terranova, The River, Homeland

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Lost è stata una serie tv andata in onda dal 2004 al 2010, durata ben sei stagioni e piena di misteri che via via si accumulavano episodio dopo episodio, senza che se ne vedesse la soluzione. La serie Tv Lost è stata ideata da J.J. Abrams, già autore di Alias, un’ altra fortunatissima e lunghissima serie tv, anch’ essa piena di misteri, ma che trovano tutti una spiegazione man mano che ci si avvicina al gran finale. Questo perchè J.J. Abrams ha curato e seguito Alias dall’ inizio alla fine, mentre con Lost c’è rimasto solo per un paio di stagioni, lasciando il comando a Carlton Cuse e Damon Lindelof. J.J. Abrams si è poi dedicato al cinema, producendo o dirigendo film con ottimi risultati (ricordiamo il reboot di Star Trek del 2009, lo spielberghiano Super 8 del 2011, ma anche Cloverfield e i due film co-prodotti con Tom Cruise: Mission Impossible 3 e l’ ultimo Mission Impossible 4 del 2012). Il problema ora è che ogni nuova serie tv sembra volersi ispirare a Lost, ammassando misteri e pretesti narrativi e annacquando il più possibile le situazioni per poter raccontare un semplice evento in due o tre episodi. E tutto ciò per far stare il più possibile incollato il pubblico allo schermo (sono le leggi dell’ audience !). Tuttavia non è così facile come la si dipinge: il pubblico tv non è stupido come sembra, ma le case di produzione sembra di sì.

I palinsenti sono pieni di serie cominciate bene e prematuramente cancellate, senza un finale, per allarmante calo di ascolti. Si era cominciato con Jericho, promettente saga post-atomica in un’ America da reinventare, ma i troppi complotti pseudo-governativi, circondati da doppi e tripli giochi inconcludenti e fini a se stessi (o per allungare il numero degli epiodi) ha cancellato irrimediabilmente la serie. Stessa sorte per Flash-Forward che, pur tratta da un romanzo (quindi già con inizio e una fine), pur di poter sorprendere chi il romanzo già lo conosceva, ha fatto di tutto per cambiare le carte in tavola, finendo la prima stagione con la promessa, mai mantenuta, di spiegare tutto in una seconda stagione che non è mai stata realizzata. Che dire poi di Terranova, il gigantesco e colossale flop prodotto “nientepopodimenochè” da Steven “Soldi” Spielberg: trama praticamente identica a Lost, terra incontaminata, manipolo di eroi, un gruppo misterioso di sabotatori nascosti nella giungla e tanti, troppi misteri.

Il nuovo The River, del regista di Paranormal Activity, Oren Peli, e lo spionistico Homeland, non sembrano aver imparato dai loro sfortunati predecessori, tanto più che The River viene pubblicizzato come “il nuovo Lost”, e sicuramente non è lo slogan più adatto. Forse la serie Tv Homeland si salverà, ma per gli altri serial sopracitati la fine pare segnata (o è gia stata segnata al momento in cui sto scrivendo !). Il perchè è presto detto: la case di produzione pensano che Lost sia stato seguito da tutti fino all’ utlima puntata per via della sua struttura narrativa, quindi ne replicano tale struttura anche nei successivi serial. In realtà Lost era una cosa nuova nel panorama delle serie tv e quindi il pubblico è rimasto incollato incuriosito alla tv, facendo picchi di audience, solo per arrivare all’ ultima puntata della sesta e ultima stagione e scoprire di essere stati presi “ferocemente” in giro, con un finale davvero “disonesto” e totalmente non in linea col resto della serie Tv. Da qui è nato il rifiuto del pubblico per altre serie Tv simili, culminate con la cancellazione di massa di molti titoli promettenti, non ultimo il caso della spielberghiana Terranova, che ha fatto davvero scalpore (ma era realizzata davvero con due soldi ed effetti poco sopra l’ amatoriale, oltre ad avere personaggi davvero risibili, da cartone animato).

Homeland è una serie Tv che potrebbe avere qualche chance in più, ma dovrà giocarsela davvero bene perchè questo tira-e-molla tra la bella agente paranoica e con solo una unica intuizione e l’ enigmatico soldato USA tornato a casa dopo anni di prigionia coi talebani non può protrarsi all’ infinito: negli episodi tutto è il contrario di tutto, ogni cosa è un sospetto e ogni spiegazione può avvalorarla o confutarla contemporaneamente, dipende da quanto si è paranoici. Un giochetto che non può che durare poche stagioni, se non addirittura una.

A volte una miniserie è piu auspicabile di una lunghissima serie, dove si rischia di veder rovinate delle ottime idee che potrebbero offrire spunti interessanti. Il pubblico ormai non ama più seguire incollato alla Tv degli episodi senza una vera trama che sembrano formare solo un unico grande puzzle. Il pubblico vuole piuttosto ritornare ai telefilm di un tempo, con episodi autoconclusivi, da potersi gustare con relax sul divano dopo una giornata di lavoro.

(Articolo a cura di: IL MiB)